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Erika Di Vito Fotografa

Erika Di Vito è una fotografa milanese, specializzata nel catturare il giorno più bello della nostra vita: il mio matrimonio. Ma come si fa allora a fare una bella fotografia?

Ecco 5 consigli alla portata di tutti. Non è poi così difficile, come state per scoprire.

Primo consiglio: impostate correttamente la macchina fotografica
Per ottenere un buon risultato bisogna innanzitutto decidere come impostare la fotocamera. Ciò significa che dovrete scegliere se scattare in modalità automatica oppure in “manuale”. Valutate obiettivamente la vostra esperienza di fotografi. Ma niente paura: anche se siete dei principianti sarà molto facile decidere come comportarsi. Basterà accedere al “Menu principale”: di solito la  A maiuscola indica lo scatto in “modalità automatica”, mentre con la P maiuscola si sceglie di operare manualmente.
Se opterete per la prima possibilità sarà la macchina stessa a calcolare i tempi e modi più adatti di esposizione alla luce. Altrimenti dovrete farlo voi stessi, regolando la durata di apertura dei diaframmi fino a raggiungere il giusto grado di esposizione.

Secondo consiglio: regolate il bilanciamento del “bianco”
Anche in questo caso dovrete fare riferimento alla vostra preparazione tecnica.
I principianti, sempre accedendo al Menu principale, potranno ricorrere al bilanciamento automatico. I più esperti potranno invece settarlo direttamente, valutando le condizioni di luce del momento. Qualche esempio pratico: tra le opzioni proposte dal Menu ne troverete certamente alcune di questo tipo: “luce del sole”, “cielo coperto”, “illuminazione interna”, “luci al neon”, ecc. Chi ha già un certo livello di preparazione e si sente più sicuro delle proprie capacità potrà agire direttamente sul Menu, scegliendo, tra le varie opzioni proposte, quella che meglio descrive la situazione in cui ci si trova.

Terzo consiglio: osservate attentamente la fonte luminosa in rapporto al soggetto da fotografare
E’ molto importante concentrarsi sul tipo di fonte luminosa che ricade sul soggetto da fotografare. In poche parole occorre analizzare la quantità, la qualità e l’orientamento della luce. Un esempio pratico: se il soggetto che vi interessa è meno illuminato rispetto a ciò che lo circonda, probabilmente la vostra foto sarà mediocre. Viceversa, se nell’inquadratura il soggetto risalterà in modo deciso e saranno tenuti in ombra gli elementi meno significativi, otterrete senz’altro un buon risultato fotografico. E’ anche possibile sfruttare i “controluce”. Spesso essi rendono più fantasiosa l’immagine, creando delle silhouette piuttosto suggestive.
Bisogna imparare ad osservare la scena con attenzione per individuare la fonte luminosa più favorevole: nelle cerimonie è molto elegante la foto scattata utilizzando la luce naturale che entra dalle finestre. Un’altra buona idea è quella di sfruttare la luminosità più tenue e diffusa che proviene dalle piccole luci decorative usate di sera per addobbare giardini, fontane, angoli suggestivi o romantici del luogo prescelto per il ricevimento.
Insomma: per ottenere una bella foto occorre esercitare l’occhio, saper cogliere fonti di luce non banali, essere fantasiosi e curare che il soggetto sia ben illuminato rispetto al resto.

Quarto consiglio: concentratevi sull’inquadratura e preparate la “composizione” della fotografia
MoIte volte accade di scattare foto praticamente perfette per nitidezza, esposizione e bilanciamento dei colori. Ma quando le riguardiamo non ci piacciono, ci sembrano “sbagliate”, è come se ci fosse sfuggito qualcosa di fondamentale. Se osserviamo meglio ci accorgiamo di aver sottovalutato la “composizione” dell’immagine.
Non è sufficiente saper eseguire correttamente i vari bilanciamenti. Conta moltissimo riuscire dare una struttura logica e coerente a ciò che si desidera fotografare.
Un esempio semplicissimo? Se volete fotografare una persona, cercate di eliminare dall’inquadratura tutto quello che le sta intorno e che distoglie l’attenzione dal vostro soggetto. Se un’altra persona passa alle sue spalle proprio mentre scattate, sarà meglio rifare la foto. Oppure, se ancora non avete scattato, sarà opportuno aspettare che l’estraneo se ne vada o addirittura chiedergli di allontanarsi. Idem come sopra se decidete di fotografare un monumento o un paesaggio: se proprio in quel momento passa l’autobus, la composizione della fotografia risulterà irrimediabilmente compromessa e il soggetto principale resterà in secondo piano. Un buon fotografo deve avere pazienza, eseguire più scatti, esser sicuro di aver “centrato” veramente l’obiettivo. A volte è necessario un po’ di tempo in più ma i risultati sono decisamente migliori…

Quinto consiglio: cogliete l’attimo…..
Ciò che abbiamo cercato di spiegarvi finora è sicuramente utile, talvolta indispensabile. Ma qual è, in definitiva, la cosa più importante di tutte? Pensateci bene. La miglior foto è quella in cui si riesce a catturare “l’attimo”, a cogliere la spontaneità di un’espressione o di un atteggiamento. L’immagine che resta nel cuore non è quella, magari tecnicamente perfetta, che ritrae gli sposi e i familiari sorridenti e in posa davanti al ristorante. E’ quella in cui si vede la sposa commossa, lo sposo emozionato, i genitori raggianti, i bambini incuriositi. Una risata, un abbraccio, il sorriso della migliore amica alla sposa che entra in Chiesa, l’espressione buffa di un’anziana parente…è questo che rende indimenticabile un servizio fotografico. Ecco perché il fotografo dev’essere un acuto osservatore e, allo stesso tempo, una figura molto discreta, quasi invisibile. E’ la spontaneità a “fare l’immagine” e questo requisito, se parliamo di fotografia, è quasi più importante di un’esecuzione tecnicamente impeccabile.

Erika Di Vito

 

I nostri consigli vi sono sembrati troppo complicati? Speriamo di no. Vi abbiamo dato qualche piccola “dritta”, ma soprattutto abbiamo cercato di farvi capire che fotografare è una forma di creatività, talvolta persino un’espressione artistica. E l’arte sfugge a qualsiasi regola, è l’esercizio del proprio estro, la manifestazione di gusti ed emozioni personali. Si tratta semplicemente di fare qualche tentativo, di non scoraggiarsi subito e soprattutto di lasciar uscire l’artista che è in voi.

http://www.fotografamatrimonio.it

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